La mail di cui devi preoccuparti è quella che non ti è mai arrivata.
Esiti di backup, job schedulati, alert di sistema: ogni giorno decine di email che dovrebbero arrivare. E poi i siti che devono rispondere e i backup che non scrivono a nessuno. Mail Monitor controlla tutte e tre le cose: la mail, il servizio, il job, e ti avvisa quando una manca.
Nessuna mail di esito entro le 06:00. L’ultima è arrivata ieri alle 05:41.
La riga evidenziata è il backup che nessuno vedrebbe.
02:00Il backup parte. O forse no.
Decine di email di esito dei backup. Nessuno le legge tutte.
Backup, job schedulati, alert, report automatici: tanti sistemi ti scrivono quando finiscono. Il problema non è la mail che arriva con scritto “Failed”: quella, prima o poi, la si nota.
Il problema è la mail che non arriva affatto. Il job non è partito, l'agent è morto, il server è spento. Nessun errore, nessuna riga rossa: solo silenzio.
“L'assenza di una notizia non è una buona notizia. È l'unica che dovresti controllare per prima.”
Email, servizi, cron job e server in sede: quattro modi di accorgersene.
Non tutti i sistemi parlano allo stesso modo: alcuni ti scrivono, altri rispondono se li interroghi, altri ancora non dicono niente a nessuno. Mail Monitor li tratta tutti come lo stesso oggetto: un controllo con un esito.
EmailIMAP
ServiziHTTP
Controlli via APIheartbeat
Sonda in sedeWindows
Email
IMAP
sola lettura
Quello che ti scrive. Colleghi la casella via IMAP, sempre in sola lettura. Poi descrivi la mail che ti aspetti e la finestra in cui deve arrivare: mittente, deve contenere “Success”, non deve contenere “Failed”. Le regole le puoi compilare partendo da una mail già ricevuta.
Quello che puoi interrogare. Controlli HTTP in GET, HEAD o POST con corpo, status atteso e filtri su risposta e header; oppure TCP su una porta: RDP 3389, SQL 1433, SSH 22, SMTP 25. Un servizio raggruppa più indirizzi: se cadono insieme, parte un avviso solo. Il ritmo lo scegli tu, anche ogni minuto. Nel piano Premium, anche una soglia sul tempo di risposta.
Controlli via API
Heartbeat
Premium
Quello che non parla con nessuno. Qui è il backup a chiamare un URL a fine lavoro: se la chiamata non arriva entro la finestra attesa scatta il MANCANTE. Un dead man’s switch per script restic e borg nel cron, NAS, pg_dump notturni. URL compatibile con healthchecks.io: /start misura la durata, /fail o un exit code diverso da zero segnano l’errore. Snippet pronti per curl, PowerShell, borgmatic, Duplicati e Proxmox Backup Server.
Sonda in sede
Windows
Linux
Docker
Premium
Quello che da fuori non si vede. Un piccolo servizio che installi in rete, sul server o sul NAS, e colleghi all’account con un token. Da lì controlla server interni (HTTP, TCP, ping), file di backup (esiste, è recente, pesa abbastanza), servizi e processi, e se lo abiliti tu sul posto anche script con un esito atteso. Se la connessione cade continua a controllare e consegna tutto al rientro. Si aggiorna da sola, senza riavvii.
06:00Scade l’attesa.
Quattro passi. Poi ci pensa lui.
Per ogni controllo dici cosa ti aspetti e entro quando. Allo scadere, ogni attesa diventa un esito: arrivato, sbagliato o mancante.
01
Colleghi la sorgente
La casella IMAP che riceve le email da tenere d’occhio, l’indirizzo del servizio da interrogare, o l’URL che il tuo job chiamerà a fine lavoro. Le caselle si aprono sempre in sola lettura: non tocchiamo, spostiamo o cancelliamo nulla.
curl -fsS https://ping.ihmonitor.com/7f3a…c21 # a fine backup
02
Definisci cosa ti aspetti
“Una mail così, ogni giorno entro le 06:00.” “Questo indirizzo, ogni minuto.” Cadenze ogni N ore, giornaliera, settimanale o mensile, con orario limite e tolleranza, perché un minuto di ritardo non è un guasto. Per i calendari che lì dentro non ci stanno, nel piano Premium c’è l’espressione cron.
“Una mail così, ogni giorno entro le 06:00.”
arrivata 05:12
00:0006:0012:0018:0024:00
finestra 04:00–06:00tolleranza
ogni giornolun–venogni 4 orecron 0 5 * * 1-5
03
Imposti le regole
Parole obbligatorie e vietate su oggetto e corpo, status HTTP atteso, condizioni sul contenuto della risposta. Nel piano Premium anche soglie sui numeri: tempo di risposta, durata del job, un valore scritto nella mail. Tutto provabile subito: le regole mail sulle ultime 50 email già scaricate, i servizi con “Prova adesso” anche prima di salvare.
Da: veeam@nas-nord · 05:12
[Success] Job “Filiale Nord” completed in 1438 seconds
deve contenere Success
non deve contenere Failed, Warning
“completed in # seconds” sotto 3600Premium
Provata subito sulle ultime 50 mail della casella: 50 riconosciute, 49 OK, 1 ERRORE.
04
Guardi il semaforo
Ogni attesa diventa un esito: OK, ERRORE o MANCANTE. Notifica immediata, digest giornaliero o solo dashboard. Quello che stai già gestendo lo prendi in carico, quello che è fermo per lavori lo metti in pausa. E se vuoi, l’avviso parte anche al cliente finale, dal tuo SMTP e con il tuo logo. A fine mese, nel piano Premium, anche il report di disponibilità.
Esiti per giorno · Email
a te · subito
Backup filiale Nord: MANCANTE
al cliente · dal tuo SMTP
Stiamo verificando il backup
Quello che stai già gestendo lo prendi in carico; quello fermo per lavori lo metti in pausa.
06:01Qualcuno lo sa.
Il colore, qui, vuol dire qualcosa.
Tutto il resto è bianco e nero. Il verde, il rosso e l'ambra compaiono solo dove portano un'informazione: lo stato di un controllo. Nessun colore decorativo, nessun rumore. A colpo d'occhio sai cosa guardare.
Ciao Acme, alle 09:39 il gestionale è tornato a rispondere dopo 5 minuti di interruzione. Nessuna azione richiesta da parte vostra.
Telegram · reperibile · 06:01
Backup Veeam filiale Nord: MANCANTE
OK
La mail è arrivata nella finestra attesa, il servizio ha risposto come doveva, il job ha chiamato. Tutto è andato come previsto.
ERRORE
Il segnale è arrivato, ma è sbagliato: parole di errore nella mail, status HTTP inatteso, porta chiusa, job che si annuncia fallito. Qualcosa è partito e qualcosa è andato storto.
MANCANTE
La finestra è scaduta e non è arrivato niente. È il caso che oggi nessuno vede, ed è il motivo per cui esiste questo strumento.
IN ATTESA
La finestra è ancora aperta. Calcolato al volo, mai un falso allarme prima del tempo: aspettiamo fino allo scadere della tolleranza.
Rileva ciò che non arriva
Il cuore dello strumento: se entro la finestra attesa non arriva nulla, lo stato diventa MANCANTE e scatta l’avviso.
Un avviso solo, quando serve
Soglia di errori consecutivi prima di allarmare, una mail sola per servizio anche se cadono più indirizzi, e “preso in carico”, con la motivazione scritta, per silenziare ciò che stai già gestendo.
08:30Il quadro, col caffè.
Poco da configurare, niente da dimenticare.
In cima i numeri che contano: problemi aperti, disponibilità dei servizi, mail arrivate (“25 su 29”), chiamate API arrivate. Sotto, gli esiti giorno per giorno per ogni sorgente: clicchi un giorno e vedi cosa è caduto, a che ora e perché. Accanto, cosa richiede attenzione. Tab per sorgente, “solo problemi”, ricerca; su telefono ogni riga diventa una scheda.
Disponibilità servizi
99,92%
Mail arrivate
117 su 120
E poi
Regole sul contenuto
Mittente, parole obbligatorie e vietate come chip, anche sul testo estratto dalle mail HTML. Le compili partendo da una mail già ricevuta, e ogni esito riporta il motivo. Le stesse condizioni valgono sulla risposta di un servizio.
Soglie sui numeri
“Job riuscito in # millisecondi”: metti # al posto del numero e scegli la soglia. Vale su mail, tempo di risposta HTTP e TCP, durata del job. Ogni soglia è un errore oppure un semplice avviso. Piano Premium.
Cadenze, finestre e cron
Ogni N ore, giornaliera, settimanale o mensile. Orario di inizio e limite, giorni scelti, tolleranza in minuti: chi arriva tardi è “in ritardo”, non guasto. Nel piano Premium, anche un’espressione cron con l’anteprima delle prossime occorrenze.
Servizi HTTP e TCP
GET, HEAD o POST con corpo, status atteso (200, 200|204, 2*), filtri su risposta e header, o semplicemente una porta che deve aprirsi. Con “Prova adesso” prima di salvare.
Controlli via API
Il job chiama un URL a fine lavoro; se non chiama, è MANCANTE. Compatibile healthchecks.io: /start misura la durata, /fail e l’exit code segnano l’errore. Snippet pronti, Duplicati compreso. Piano Premium.
Sonda in sede
Per quello che sta dietro al firewall: installer MSI firmato su Windows, una riga su Linux (systemd), un container su NAS Synology, QNAP o Proxmox. Controlla file, servizi, processi, ping e indirizzi interni; gli script si abilitano solo sulla macchina, mai dal portale. Senza rete conserva gli esiti con l’ora giusta e li consegna appena torna; gli aggiornamenti sono firmati e arrivano da soli. Piano Premium.
Gruppi, pausa e righe nascoste
Organizzi controlli e servizi in gruppi ad albero, con un colore, trascinandoli. La pausa, fino a una data o finché non la togli, vale anche per un gruppo intero: niente MANCANTI, niente avvisi. E ogni utente nasconde le righe che non gli servono.
31/10Il report al cliente.
Report di disponibilitàPremium
Un PDF da mandare al cliente: disponibilità, minuti offline, interruzione più lunga e ogni fermo con inizio e fine, per servizio, per gruppo e in totale. Lo generi quando serve o parte da solo ogni settimana, mese o trimestre, con il tuo logo. Piano Premium.
Esportazioni e storico
Percentuale a 30 giorni per controllo e, per ogni giorno, cosa è successo. I CSV li preparano i nostri server: ogni singola verifica, solo le interruzioni, o un riepilogo per giorno, ora o minuto, pronto per Excel o Power BI. Scegli per gruppo, servizio o singolo controllo. Se una casella è rimasta scollegata, “Ricontrolla” rilegge le ultime mail e colma i buchi.
Report di disponibilità
Acme Srl · settembre 2026
Disponibilità 99,98%
Offline 4 min
Non raggiungibile 2 volte, per un totale di 4 min. La più lunga: 3 min, il 12/09 alle 14:02.
esiti-settembre.csvpronto · 40,8 MB
riepilogo-al-minuto.csv171.037 righe…
Sicurezza
Guardiamo le tue mail. Non le tocchiamo.
Un monitor deve essere invisibile a chi osserva. Meno dati tratteniamo, meno superficie esponiamo. Per principio, non per default.
IMAP in sola lettura
Non marchiamo come lette, non spostiamo, non cancelliamo. La casella resta esattamente com’è: la leggiamo e basta.
Credenziali cifrate a riposo
Password IMAP, credenziali dei servizi e password del tuo SMTP sono cifrate con AES-256-GCM. Mai in chiaro nel database, nei log o nelle risposte.
Isolamento multi-organizzazione
Ogni query è filtrata per organizzazione a partire dal token, mai dai dati della richiesta. I dati di un cliente non sfiorano quelli di un altro.
Verifica in due passaggi
TOTP con app di autenticazione: facoltativo per gli utenti, obbligatorio per l’amministratore di sistema. Nessuna eccezione.
Sessioni revocabili
Vedi da dove sei collegato e disconnetti gli altri dispositivi in un clic. A ogni accesso da un indirizzo nuovo arriva un’email, con un link che chiude tutto.
Bersagli sotto controllo
Gli indirizzi privati e i metadati cloud sono bloccati, i redirect non vengono seguiti, e i tentativi di accesso a raffica finiscono in blocco temporaneo.
Prezzi
Quattro fasce. Un canone all’anno.
Prezzi IVA esclusa, canone annuale. Si parte gratis, senza scadenza, e si passa a una fascia quando serve.
Un controllo è una cosa che Mail Monitor verifica: una mail attesa, un controllo di servizio o un controllo via API. Contano tutti insieme.
Gratuito
Per provarlo su un backup.
0€/meseper sempre
1 casella
2 controlli mail
1 servizio con 2 controlli
1 utente
Notifiche via email e un canale Telegram, Teams, Slack o webhook
Più di 300 controlli o 15 sonde: scaglioni su richiesta. [email protected]
Prova Premium gratis per 30 giorni
Crea l’account gratuito, poi scrivici per attivare la prova: per 30 giorni hai tutte le funzioni Premium. Alla fine scegli una fascia o resti sul gratuito, senza perdere nulla.
Niente prezzo per controllo, per casella o per utente.
Fattura elettronica italiana.
Disdetta alla scadenza annuale.
Domande frequenti
Le risposte in breve.
Non trovi la tua domanda?
Scrivici: risponde una persona, di solito in giornata.
Mail Monitor è un servizio SaaS che controlla quello che ti aspetti e non sempre arriva: le email ricorrenti (esiti di backup, job schedulati, alert, conferme automatiche), i servizi che devono rispondere e i job che si annunciano via API. Ti avvisa quando qualcosa manca.
Come fa ad accorgersi di una mail mancante?
Definisci un controllo con una cadenza attesa (oraria, giornaliera, settimanale o mensile) e un orario limite. Se allo scadere della finestra, più la tolleranza, non è arrivata nessuna mail che soddisfa le regole, il controllo passa allo stato MANCANTE e scatta la notifica.
Serve solo per i backup?
No. I backup sono l’esempio più comune, ma vale per qualsiasi email ricorrente (report automatici, esiti di cron, alert di antivirus, conferme di fatturazione elettronica) e per qualsiasi servizio o job che devi sapere vivo.
Cosa sono i controlli sui servizi?
Controlli che eseguiamo noi, a intervallo regolare: una chiamata HTTP con status atteso e filtri sul contenuto della risposta, oppure l’apertura di una porta TCP (RDP 3389, SQL 1433, SSH 22…). Un servizio raggruppa più indirizzi sotto lo stesso nome: se cadono insieme ricevi un avviso solo, non uno per indirizzo.
E i backup che non mandano nessuna mail?
Per quelli ci sono i controlli via API: è il tuo job a chiamare un URL nostro a fine lavoro, e se la chiamata non arriva entro la finestra attesa il controllo diventa MANCANTE. L’URL è compatibile con healthchecks.io, quindi borgmatic lo parla nativamente; per curl, PowerShell (Veeam, Attività pianificate), Duplicati e Proxmox Backup Server trovi lo snippet pronto in interfaccia.
Come si collega la casella email?
Via IMAP, con indirizzo del server, username e password (o app password); la connessione viene verificata prima di salvare. Va bene qualsiasi provider che offra l’accesso IMAP con password o app password. Il consiglio è una casella dedicata solo agli esiti dei backup. La casella è sempre aperta in sola lettura: non marchiamo come lette, non spostiamo e non cancelliamo le email.
Uso Microsoft 365: posso collegare la casella?
Non direttamente. Exchange Online non accetta più l’accesso IMAP con password, nemmeno con le app password. Si usa una casella dedicata agli esiti dei backup, su un provider che offre IMAP con password, e ci si fanno arrivare le mail: dal software di backup, cambiando il destinatario, oppure con una regola di flusso posta di Exchange. Leggi la guida: Microsoft 365
Devo darvi la password della posta aziendale?
No, e non te la chiediamo. Crei una casella che riceve solo gli esiti dei backup e a Mail Monitor dai la password di quella. La posta delle persone resta fuori, e per revocare l’accesso basta cambiare una password. Leggi la guida: Microsoft 365
È compatibile con healthchecks.io?
Sì, i controlli via API usano la stessa forma di URL: la chiamata semplice a fine lavoro, /start per l’inizio, /fail per l’errore e l’exit code in coda all’indirizzo, in HEAD, GET o POST. Chi usa già healthchecks.io cambia solo il dominio, e gli strumenti che lo supportano, borgmatic per esempio, funzionano senza modifiche. Il corpo della chiamata POST viene valutato con le stesse regole «deve / non deve contenere» delle mail.
Posso avere soglie su durata, tempi di risposta o numeri scritti nella mail?
Sì, nel piano Premium. Scrivi la riga com’è, con # al posto del numero («Job riuscito in # millisecondi»), e imposti la soglia. Funziona su oggetto e corpo delle mail, su risposta, header e tempo di risposta dei controlli HTTP, sul tempo di connessione TCP e sulla durata dei job che chiamano /start. Ogni soglia può essere un errore, che fa fallire il controllo, oppure un avviso, che lascia l’esito com’è e lo segnala nella motivazione e, se vuoi, via email.
Posso controllare server e NAS che non sono raggiungibili da internet?
Sì, con la sonda in sede (piano Premium). La installi in rete: su Windows con un MSI firmato, su Linux con una riga di comando, su NAS e server con Docker; si collega con un token e non apre nessuna porta in ingresso. Da lì controlla indirizzi interni, ping, file di backup (presenza, età, dimensione), servizi, processi e, solo se li abiliti sulla macchina, script con un esito atteso. Se perde la connessione continua a lavorare e consegna gli esiti al rientro, con un solo avviso e un riepilogo invece di una pioggia di MANCANTE.
Come si installa la sonda?
Nel portale apri Sonde, dai un nome e premi «Crea e installa»: trovi la riga pronta per Windows (un MSI firmato, da prompt come amministratore o da RMM), per Linux (una riga curl con sudo, servizio systemd) e per Docker (compose da incollare sul NAS). Il token che collega la sonda al tuo account è già dentro la riga e si vede una volta sola. Pochi secondi dopo la sonda risulta collegata e le assegni i controlli. La guida completa è nella sezione Guide, alla voce «Sonda in sede».
La sonda non si collega o risulta offline: cosa controllo?
Che il servizio sia avviato (services.msc su Windows, systemctl status mmprobe su Linux, docker ps su Docker) e che la macchina raggiunga il server in HTTPS sulla porta 443: non serve aprire porte in ingresso. Gli errori sono nel file probe.log, nella cartella dati della sonda. Se l’antivirus aziendale l’ha bloccata o cancellata (succede con Kaspersky), aggiungi mmprobe.exe alle applicazioni attendibili e reinstalla.
La sonda può eseguire script? È sicuro?
Sì, ma solo se lo decidi sulla macchina: all’inizio gli script sono disattivati, e la modalità si cambia con un comando sulla sonda, mai dal portale. Puoi permettere solo gli script che metti in una cartella locale, oppure anche quelli scritti nel portale dagli amministratori. Gli aggiornamenti della sonda sono firmati: installa solo pacchetti con la nostra firma.
Come sospendo un controllo durante una manutenzione?
Lo metti in pausa: fino a una data, dopo la quale riparte da solo, oppure finché non la togli. In pausa non si eseguono controlli, non scattano MANCANTI e non partono avvisi. La pausa vale su un controllo, su un servizio o su un intero gruppo, e in quel caso la eredita tutto quello che il gruppo contiene.
Posso organizzare i controlli per cliente o per sede?
Sì, con i gruppi: un albero a quanti livelli vuoi, ogni gruppo con il suo nome e il suo colore, dove trascini controlli e servizi. Cancellare un gruppo non cancella quello che contiene. In più ogni utente può nascondere le righe che non lo riguardano: escono dai suoi conteggi, ma continuano a essere controllate e ad avvisare.
Posso avvisare i miei clienti?
Sì. Ogni organizzazione può configurare il proprio SMTP, il proprio logo e i propri colori: gli avvisi ai clienti finali partono a tuo nome. Ci sono una rubrica contatti e template riutilizzabili con segnaposto (cliente, controllo, stato, data, motivo…), con anteprima e invio di prova a un indirizzo a scelta. Per ogni controllo scegli destinatari e template per ERRORE, MANCANTE e rientro a OK, più un cooldown per non ripetere l’allarme all’infinito.
Posso dimostrare a un cliente quanto è stato davvero giù un servizio?
Sì, con il report di disponibilità in PDF (piano Premium). Scegli il periodo e le voci: per ogni servizio trovi quante volte non ha risposto, per quanti minuti in totale, l’interruzione più lunga e l’elenco di ogni interruzione con inizio, fine e durata; per mail e job, quante esecuzioni sono andate bene, in errore o mancanti. «Offline 4 minuti nell’ultimo mese», nero su bianco. Il report può partire da solo ogni settimana, mese o trimestre, a te e ai tuoi clienti, dal tuo mittente e con il tuo logo.
I miei dati e le credenziali sono al sicuro?
Password IMAP e credenziali dei servizi sono cifrate a riposo con AES-256-GCM e non compaiono mai in chiaro. Ogni organizzazione è isolata dalle altre, l’accesso può essere protetto con la verifica in due passaggi e le sessioni sono revocabili in qualsiasi momento.
Che tipo di notifiche invia?
Alert immediato per evento, digest giornaliero, o solo dashboard. Puoi richiedere N esiti negativi consecutivi prima che parta un avviso: su un controllo al minuto, un riavvio o un deploy non devono svegliare nessuno.
C’è un piano gratuito?
Sì, e non scade: una casella, due controlli mail, un servizio con due controlli e un utente. I controlli via API e i volumi maggiori sono nel piano Premium.
Cosa c’è in più nel piano Premium?
Nessun limite su caselle, controlli, servizi e utenti, più cinque funzioni riservate: i controlli via API, la pianificazione con espressione cron, le soglie numeriche, i report di disponibilità in PDF con invio automatico e l’archivio settimanale dello storico. Tutto il resto (regole, dashboard, gruppi, pausa, notifiche, avvisi ai clienti, esportazioni CSV) è identico nei due piani. I limiti del gratuito valgono solo su ciò che crei: passando da un piano all’altro non si perde nulla.
Per quanto tempo resta lo storico?
Gli esiti dei controlli mail e via API restano senza scadenza. Quelli dei controlli di servizio, che possono girare anche ogni minuto, si conservano per 95 giorni. Prima che scadano puoi esportarli in CSV quando vuoi. Nel piano Premium ci pensa lui: ogni settimana prepara un archivio ZIP, un CSV per giorno, e ti avvisa per email.
Provalo sui tuoi backup.
Colleghi una casella e definisci il primo controllo in pochi minuti. Il piano gratuito non scade: una casella, un servizio, e il backup che oggi non vedi domani lo vedi.